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Il design, strumento di integrazione

Fra le numerose caratteristiche che accomunano i Best Global Brands, ovvero i brand che stanno registrando i maggiori tassi di crescita in un mondo in costante evoluzione, l’attenzione riservata al design è una delle più importanti.

Il 41% delle aziende in cui il design ricopre un ruolo primario ha registrato quote di mercato più elevate.

Il 70% propone le più rilevanti digital experience. [1]

Spesso, quando si parla di design in relazione a un brand, si assume che ci si riferisca semplicemente a una questione estetica. Tuttavia, sebbene la parte visuale rimanga una componente vitale di un brand, non è possibile limitarla solo a ciò che è visibile: deve essere introiettata dall’azienda, e utilizzata come forza propulsiva per il cambiamento e la crescita.

Di fatto, il design può rivelarsi un potente traino per l’unificazione delle esperienze di un brand: può catturare rapidamente l’attenzione e legare i momenti della quotidianità in modo memorabile e significativo. Il design assicura che ogni aspetto del brand sia allineato, con poca o nessuna distinzione fra la business strategy dell’azienda e la sua customer experience.

Il 91% delle aziende guidate dal design indica quest’ultimo come componente cruciale della customer experience.

L’85% lo ritiene una componente cruciale del brand nella sua interezza. [1]

In un clima caratterizzato da una crescente complessità delle richieste organizzative, il design diventa una forza motrice di integrazione. Ne derivano alcuni vantaggi fondamentali:

Focus. Il design eccellente garantisce una customer experience coerente e un’elegante roadmap per la crescita futura.

Chiarezza. Il design offre un punto di vista condiviso sulla customer experience ideale, consentendo a ogni persona che opera all’interno dell’azienda di sapere qual è il proprio ruolo nella creazione dell’experience.

Velocità. Il design può contribuire ad alimentare l’efficienza: i macro-principi del design possono trasformarsi rapidamente in micro-applicazioni.

Flessibilità. Incorporare le metodologie del design nell’organizzazione consente ai team di reinventare i processi per adattarli a diversi contesti.

 

Design per l’interno e per l’esterno 

In un’epoca contrassegnata dall’iper-personalizzazione, le organizzazioni devono comunicare con i clienti in modo non lineare. Approfondendo il modo in cui le persone vivono e interagiscono, le aziende possono strutturarsi intorno alle priorità dei propri clienti. Il design ricava la propria potenza dal suo ruolo di mediatore, rispecchiando in egual misura l’interesse del cliente e i desideri dell’azienda.

 

Il design per la semplificazione e l’umanizzazione

L’iper-frammentazione porta con sé l’iper-complessità. Le repentine trasformazioni tecnologiche e il costante cambiamento delle richieste dei clienti pongono alle aziende sfide complesse, stratificate e articolate. Il design dissolve queste complessità rendendo le interazioni con le tecnologie e altri sistemi complessi più semplici, intuitive e gradevoli sia per l’azienda che per il cliente.

 

Il design per la trasformazione e l’adattamento

Non tutte le aziende tradizionali sono costruite per gestire una trasformazione continua: ma fortunatamente, design e rottura vanno a braccetto. Di fronte all’introduzione di nuove idee, le metodologie del design – come interazione e convalida – possono agevolare l’approccio con l’ignoto, rendendo le idee tangibili e più facili da condividere a livello interno.

 

Il design per la struttura e la cultura

Diventare un’azienda guidata dal design richiede rigore culturale e strutturale. Per alcune aziende, affrontare questa sfida dal lato cliente, inclusi processi e strumenti, può richiedere una ristrutturazione. Le organizzazioni orientate dal design sono guidate da dipendenti con più responsabilità e libertà d’azione, in grado di empatizzare con il pubblico di riferimento e offrire ai clienti ciò che davvero desiderano, anziché semplicemente ciò che richiede il proprio lavoro.

Il design è dove un singolo punto di contatto riflette l’intera azienda, e dove ciò che si trova fuori ha lo stesso valore di ciò che rimane dentro. Dove cliente ed esperienza sono una cosa sola.

Sebbene tutto ciò non significhi che non possa essere anche bello, il design deve essere prima di tutto funzionale, bilanciando bellezza e utilità, efficienza ed emozione. La purezza del design non deve andare a scapito del cliente. Più che un obiettivo nobile o provocatorio, il design è uno strumento essenziale per costruire aziende solide, agili e centrate sul cliente.

 

[1] “Design-Led Firms Win the Business Advantage”, studio condotto da Forrester per conto di Adobe, 2016.